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domenica 3 novembre 2013

Yamaha YZR R6 1° serie [Aggiornato]

Buongiorno,
se non me le ricordate voi le cose, ed aspettate me, qui si diventa vecchi.
Stavo rileggendo un post di tre anni fa in cui, alla fine, vi promettevo un articolo sulla moto in oggetto. Non mi ricordo che ho mangiato ieri sera, figuriamoci quello che ho scritto tre anni fa ... ahahah...

Nel dicembre del 1999 feci un'acquisto importante... Mi buttai alle spalle pregiudizi e coscienza, andai dal concessionario Yamaha più vicino e gli feci una promessa. Se mi trovava una "R6" di colore grigio (sembra che del primo modello ne furono prodotte solo 300), dato che all'epoca c'erano solo bianco-rosso e bianco-blu, l'avrei comprata immediatamente.
Passò una decina di giorni e mi chiamò dandomi la lieta notizia. L'R6 grigia, proveniente da non so quale parte dalla toscana, era nel suo salone e aspettava me.
La mia vecchia e vetusta Suzuki GSX-R 750 non la voleva nessuno. Esasperato dai continui rifiuti che ricevevo, chiamai il primo tizio che esporta veicoli verso l'Est e questo me la pagò in contanti; se non ricordo male mi diede 500 mila lire (non male alla fine, la pagai un milione o poco più).
Documenti per il finanziamento in una mano, qualche centinaio di migliaia di lire in un'altra e andai di corsa da Bonini Moto (Busseto, PR) per coronare il mio sogno. In circa 8 anni di patente mai una macchina nuova, ma la moto è un'altra cosa. Fin da quando avevo 16 anni avevo sempre desiderato le moto sportive "da corsa" e non me l'ero mai potute permettere. Il giorno però era finalmente arrivato.
Era il 21 ottobre 1999 e mi feci accompagnare da Glenda in macchina. Non stavo nella pelle! L'R6, il mostro a due ruote da 120 cavalli, 300kmh, grigio e con le impostazioni di guida da pistaiola era mio.
Girai la chiave e mi si fermò il cuore. La lancetta dei giri motore schizzò a fondo scala per ritornare subito a zero. I segmenti del displey si spensero e rimasero accesi solo quelli necessari per mostrare l'ora e un grande zero. Le spie si spensero e la moto stava aspettando me, come se mi volesse dire "Coraggio, premi quel bottoncino rosso a destra e avviami. Fammi vedere di che pasta sei fatto... non sarai mica il solito ragazzino cagasotto, vero?"
L'acceleratore, nonostante dovesse aprire 4 farfalle, era leggero e bastava un niente per ruotarlo. La leva della frizione sembrava non avesse attrito, tanto era facile tirarla... e quel motore... quel suono lineare dei 4 cilindri che sentivi sotto il serbatoio, era una sinfonia... musica soave che ipnotizzava. Un tripudio di emozioni che ricordo ancora oggi, a distanza di 14 anni!
Partii con mille paure; si impennerà? se accelero troppo mi andrà in derapata? sarò capace di guidarla? e il rodaggio? cazzo! non ho chiesto niente del rodaggio!!
Un solo metro e tutto svanì. Ero già tutt'uno con lei.
Passarono i giorni e i mesi. Cercavo il fondo alla moto ma non lo trovavo. Ero sempre con il culo sopra il sellino e non contento dei cavalli che sprigionava, la feci leggermente modificare.
Mi affidai al solito Maurizio della Valdarda Motorsport, preparatore meccanico di moto da pista che, con piccoli interventi, mi stravolse la moto. Da cattiva e arrabbiata che era, diventò incazzata nera. Airbox aperto o maggiorato, non ricordo bene, terminale di scarico aperto, corona posteriore con 2 denti in più. Si, in più; l'R6 aveva il problema del tiro ai bassi, ovvero che fino a 3mila giri era praticamente inesistente. Poi ti strappava la pelle di dosso, ma dovevi salire e tenerla "arzilla" sennò sembrava un Garelli tre marce. Con i due denti in più il problema fu eliminato.
Sulla castellana, una provinciale che collega Fiorenzuola con Castell'arquato, toccai i 265 all'ora... in autostrada (all'epoca non esistevano Tutor o autovelox) arrivai a 293 e ancora sembrava che aumentasse, ma lasciai il gas e, da dentro il casco, maledii (in senso buono) la Yamaha.
L'ho tenuta tre anni e circa 20mila km. La cedetti a malincuore ad un ragazzo di Piacenza perché da quando mi trasferii a Fiorenzuola al Nucleo Radiomobile, con i turni e Glenda che non saliva mai, smisi pian piano di usarla e non mi andava affatto vederla svalutare in garage.
Sono convinto che fu anche a mia salvezza, dato che ormai avevo preso troppa confidenza con il numero 2 scritto nel display. Ci fu anche un tremendo incidente di un amico con un Honda CBR600 che mi fece riflettere.
Dio mi fulmini se mento quando dico che vorrei poterla guidare ancora una volta! Purtroppo però è impossibile; il 31 gennaio 2011 è stata denunciata la cessata circolazione per esportazione... sigh (lacrimuccia)




mercoledì 26 ottobre 2011

Il digitale complica la vita - Parte seconda

Buongiorno a tutti,
stavo rileggendo la prima parte de "Il digitale complica la vita" e mi sono reso conto che ormai non c'è molto da dire sull'argomento.
Ad essere sinceri ci sarebbe da scrivere un libro sull'argomento ma io di certo non sono in grado di farlo percui mi limiterò ad andare avanti con la mia storia.
Ero arrivato al capitolo Xbox, quella scatola nera di plasticaccia sgraziata che, con le opportune modifiche hardware o software, diventa un'ottimo Media Center.
Inizialmente l'Xbox ha visto una condivisione di rete fatta con Windows XP. In quel periodo ero anche intenzionato ad abbandonare Microsoft e dopo svariati tentativi con le più svariate distribuzioni di Linux, ho voluto provare un computer Macintosh. Usato, tanto per cominciare e valutare. È  stata la miglior scelta a livello informatico che io abbia mai fatto. Grazie Steve.
Tornando a noi, alla data odierna ne ho due di Xbox, entrambe vecchio modello ed entrambe con il telecomando. Una verde trasparente e una nera. Gestire le console è semplice, basta un computer e un cavo di rete. Si trasferisce tutto il multimediale preferito (foto, musica, video) tramite protocollo Ftp. Volendo si possono anche copiare i dvd dei giochi nell'hard disk, ma questo è un altro discorso.
Il tempo passa e per qualche anno non sento la necessità di rinfrescare i componenti/lettori ma si sa, io fermo non ci posso stare e dopo un po' mi cominciano a prudere le mani.
Scopro l'esistenza di veri e propri Hard Disk usb portatili, alimentati da rete elettrica, che si attaccano direttamente alla televisione. Sono gli Hard Disk Player. Si trasferiscono i file per mezzo di un computer e poi possiamo rivedere i contenuti ovunque ci sia un televisore dotato di scart, il tutto fruibile grazie ad un semplice menù.
Sono comodi, versatili, hanno il telecomando e i più "carini" hanno anche i comandi (play, ff, rew, pausa, stop) esterni. Purtroppo spesso sono cinesi e la qualità lascia a desiderare. Il firmware, ovvero quel software che li gestisce e permette di usarli, il più delle volte non è all'altezza del compito e capita che i video vadano fuori sincrono o addirittura non vengano proprio letti.
Perché allora lasciare spenta l'insuperabile Xbox per un Hd Player che crea problemi? Perché è si insuperabile, ma è anche rumorosa e consuma 150 watt.
Abbandono quindi molto presto gli Hd Player a causa di problemi di decodifica e di firmware descritti (tra l'altro difficilmente aggiornabile) in favore di un'altra diavoleria: i televisori con ingresso usb!
Sono normali televisori LCD che, oltre ai vari ingressi scart, rca e hdmi, hanno anche un ingresso usb dove si può inserire una comune chiavetta e ci permettono di vedere i contenuti multimediali di quest'ultima.
Però anche questa soluzione non mi piace molto. Prendi la chiavetta, attaccala al computer, carica i file, stacca la chiavetta, attaccala alla televisione, vedi o ascolta i file, stacca la chiavetta, attaccala al computer, cancella i file, rimettine di nuovi...... stop! Descritta così sembra una cosa complessa e laboriosa, in realtà però non lo è nel senso che c'è solo da mettere i file dentro la chiavetta. Però non è come l'Xbox! Con lei c'era solo da preoccuparsi di accenderla, poi con il telecomando e il solo movimento del pollice potevamo gestire tutto.
Allora mi viene in mente di provare un altro maledetto aggeggio! L'Apple TV 2° generazione.
Bella ed elegante in pieno stile Apple ma proprio per questo motivo anche non pienamente compatibile con il parco multimediale generico. L'atv digerisce i file convertiti in un formato che solo lei decodifica e quindi o converto tutti i video che ho nell'HD, o non la uso.
Ho provato pure a craccarla, ovvero ad effettuare il così detto jailbreak cioè togliere i vincoli che mamma Apple impone ma con scarsi risultati dovuti ad un software troppo acerbo e quindi instabile. Bocciata anche lei. Risale alla settimana scorsa la conclusione dell'asta su eBay per la sua vendita.
Quindi adesso che faccio? Ritorno con la ormai vetusta Xbox? Nemmeno per sbaglio!
Il ricavato della vendita dell'atv lo "investo" per l'acquisto di un WD TV Live usato (ma ancora in garanzia). Le credenziali di questo lettore multimediale sono davvero a dir poco spettacolari. In pratica legge di tutto, pure un alta definizione a 1080 punti. Si collega ad un disco remoto tramite lan oppure ad un disco usb grazie ai due ingrassi presenti. In internet c'è una nutrita community di appassionati che modifica il firmware presente e abilitano funzioni che altrimenti non sarebbero accessibili.
Sembra che finalmente sia arrivato ad un capolinea. Ho la comodità del telecomando, la versatilità della condivisione di rete e l'espandibilità delle porte usb nonché, ultimo ma non meno importante, il consumo irrisorio di corrente elettrica: solo 11watt !! E non ci sono ventole a soffiare aria come turbine!

Mi fermo qui. Non saprei più cosa aggiungere... anzi si, un'ultima cosa la voglio dire. Non ammalatevi di digitale, entrerete in un vortice di cavi e accessori/oggetti che non vi lascerà più. Provoca dipendenza, peggio di Travian.

sabato 22 ottobre 2011

Il digitale complica la vita

Oggi voglio cominciare a parlarvi delle mie esperienze nel campo della multimedialità, ovvero di tutti quei file che riguardano la musica, le foto e i video.
Sarà un percorso lungo che dividerò in due puntate. Lo spartiacque che divide questo "viaggio" sarà il così detto switch, cioè il passaggio che mi ha visto passare da Microsoft verso Apple.

C'erano le VHS (si, lo so, son partito da lontano). Grosse, ingombranti e brutte. C'erano anche le schedine magnetiche dei distributori automatici. Il binomio vhs-schedina era tutto fuorché scomodo e non pratico; ricaricavi la schedina nel negozio (con le Lire, gli Euro ancora non c'erano) e, ad ogni ora del giorno, potevi andare a ritirare il film che più ti piaceva.
Poi venne il DVD e funzionò alla stessa maniera delle VHS. Il passaggio però non fu indolore per le tasche dei consumatori; c'era infatti da comprare il lettore DVD. Da qui in poi cominciarono le prime difficoltà da superare e, fortunatamente, all'inizio erano poco complicate visto che c'era solo da scegliere il modello per le proprie tasche. I commessi però ci provavano a propinarci i modelli con il Surround, con il Dolby Digital, il Dts, amplificatori esterni o kit "tuttocompreso". Cinque cassettine in giro per casa e un serpaio di cavi sotto il divano o dietro il mobiletto... Mi ricordo che assistetti ad uno spettacolo comico ad Arezzo degli "Avanzi di Balera" che ironizzavano su queste cassettine sparse per casa come fossero cassette per piccioni. Fu molto comico allora, ma la frase esatta non la ricordo.
Il DVD (inteso come tecnologia) era bello e la qualità dell'immagine per quei tempi era qualcosa di futuristico: tutti a bocca aperta nei centri commerciali davanti agli stand che mostravano le qualità del tal kit con le millemila cassettine intorno al cliente. Chi di noi non si è fermato almeno una volta alzi la mano.
In contemporanea (più o meno) dell'avvento dei DVD ci furono anche altre due cose: la prima pay-per-view satellitare e il boom di internet con le prime connessioni flat. E qui comincia il difficile. O il bello, dipende dalle conoscenze e dai gusti.
Chi di voi non ha mai sentito parlare delle schedine pirata per la pay-per-view? Chi di voi non ha mai sentito parlare dei "codici scaduti" o "cambiati" e che c'era bisogno dell'intervento dello smanettone di turno che caricava i "codici aggiornati"? Be', io si. La caccia era sempre aperta, sia per il sito russo o dell'est europa, che forniva i codici aggiornati, sia per la ricerca dell'accessorio più bello o più compatibile o addirittura più versatile, nel senso che poteva leggere e scrivere più di un tipo di schedina. I primi ad uscire erano quelli con interfaccia seriale seguiti poi, ovviamente, da quelli USB.
Un calvario che durò qualche anno e che io sfruttai poco... o quasi ;-)
Internet serviva anche per quello. Serviva per passare le nottate a cercare il sito con i "numerini" aggiornati e non potevi avere una connessione a pagamento ad ore, altrimenti ci sarebbe voluto un mutuo. Serviva la flat, ovvero la connessione che pagavi a forfait mensilmente e potevi usare come e quanto volevi. Ma non era l'attuale ADSL, no no, erano le prime connessioni in commercio e si sfruttava il telefono di casa e cioè quelle connessioni internet che tenevano il telefono occupato mentre si navigava.... ed erano lente, a confronto delle linee di oggi erano lente come lumache. Ed erano pure care come un rene (sempre confrontandole con i prezzi di oggi)
Internet, successivamente, sempre in contemporanea con il boom dei DVD, svelò anche un altro suo lato molto positivo: la condivisione dei file. E qui si complica ancora di più.
Mentre i codici delle schedine sono quelli, e solo quelli potevano funzionare, quindi un solo ed unico tipo, per i file il discorso è totalmente diverso. Dietro al monitor, e quindi nell'immenso e sconfinato calvario internet, ci sono infinite teste che ragionano ognuna a modo suo (per fortuna).
Io un video lo vorrei codificato in un determinato modo, ma quel modo piace solo a me e ad un risicato numero di persone sparse per il mondo. Poi c'è un altro numero indeterminato di persone che lo vorrebbero con una codifica diversa e così via, fino ad avere lo stesso video codificato in decine di formati diversi. In pratica, il povero Windows 95 prima e 98 poi, doveva gestire decine di software diversi ognuno con il suo tipo di codec.
Ciò però non ha fermato il fenomeno della condivisione e il buon vecchio eMule era sempre acceso e sempre connesso, ma di 10 video scaricati, se andava bene, uno era quello che cercavi e gli altri nove erano film porno. Una volta trovato il video giusto si procedeva alla masterizzazione su DVD per poi  rivederlo comodamente seduto sul divano di casa.
Le Tv LCD con ingresso USB che leggono i divx, non erano ancora nemmeno nell'anticamera del cervello di qualche genio!
Già, i Divx... Dio abbia in gloria chi li ha inventati. Poter avere un film inizialmente da 4Gb (Gigabyte) in 700 Mb (Megabyte) era davvero una gran cosa, soprattutto perché 10/12 anni fa i computer avevano, quand'era grassa, Hard Disk da 20, 40 o 60 Gb.
Da qui in poi si complica ancora di più.
Abbiamo i DVD, abbiamo Internet, abbiamo i film DVD copiati e adesso aggiungiamo i Divx. C'è stato infatti un periodo in cui la gente si scambiava i DVD con dentro 4 o 5 Divx. Pratica che ancora oggi è in vigore.
I costruttori di hardware o lettori DVD in genere a sto punto che fanno? Tirano fuori dal cilindro magico il lettore DVD/Divx. Trovare il formato/codec giusto per il lettore che stazionava sornione in salotto era davvero un'impresa difficile. E, ammesso che il lettore "digeriva" bene i file video, non era detto che si vedevano bene: scatti, salti, pixel enormi e audio fuori sincrono erano i difetti più comuni.
Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto difficoltà a vedere un Divx messo in un lettore DVD.
Poi arrivarono i primi giri di vite sulla pirateria. Le major cinematografiche si resero conto che al cinema non andava più nessuno e chiesero a suon di petizioni, ai vari governi, leggi più severe e multe salate per chi deteneva o distribuiva video protetto da copyright. Arrivò pure la tassa porcata sui supporti di memorizzazione, al fine di rimpinguare le casse vuote delle citate major.
Il fenomeno della pirateria digitale però, come tutti noi sappiamo, non si è fermato. Anzi...
Per non dilungarmi tanto, in poche parole, a chi piaceva smanettare sui film o sui video in genere, come per esempio cimentarsi nell'oscura pratica della digitalizzazione delle VHS, ovvero portare l'analogico su DVD, si trovava ad avere una stanza piena di fili, di computer, di monitor, di polvere e quindi di un'incommensurabile caos.

La mia postazione nel 2002 ;-)

I file multimediali, che siano video o audio, hanno bisogno di spazio nell'hard disk del computer ed infatti, negli ultimi 10 anni, c'è stato un'esponenziale aumento di Gigabyte. Prima decine, poi a passi di centinaia. Oggi il taglio medio è di mille Gigabyte, cioè un Terabyte. Ma questo oggi, non 10 anni fa!
Il problema principale, per quanto mi riguarda, era la visione dei video "trovati" in giro. I lettori standalone (lettori DVD/Divx da salotto) leggevano a fatica i file e solo quelli che dicevano loro. Con il computer nemmeno a pensarci in quanto molto scomodo e quindi ci rimanevano o i notebook o la ricodifica del video stesso in un formato che piaceva al lettore... Altro caos.
Per un po' di tempo avevo fatto un cavo lungo che dalla stanza del computer arrivava alla Tv... ma sto filo che attraversava la casa non era un granché bello. Ogni volta togli-e-metti... due ball!!
Scoprii allora l'Xbox che, modificandola a livello hardware o software (non sto ad entrare nel merito della questione) poteva diventare un Centro Multimediale di tutto rispetto. Potevo caricare dentro l'Hard disk dell'Xbox tramite FTP tutti i file multimediali che volevo e con un'interfaccia grafica gradevole, fruirli come meglio credevo con tanto di telecomando! Di seguito un video pescato su Youtube per farvi capire meglio di cosa parlo:




L'Xbox, collegata in rete con il computer e con il Kit per DVD, quindi con il telecomando e il relativo ricevitore ad infrarossi, era la pace dei sensi multimediali. Leggeva tutto e in qualsiasi formato. I file poteva essere dentro l'hard disk dell'xbox o, se non c'era abbastanza spazio, nell'hard disk del computer. Un vero paradiso per i tempi del DVD.

Finiamo qui questa prima parte. Riassumendo, siamo passati dalle VHS all'Xbox passando per i vari DVD piratati, o scaricati da internet, e le schedine per vedere la pay-per-view gratis.
Il tutto contornato da matasse di fili indicibili, decine di software per gestire le decine di file diversi e le schermate blu di Windows 95 o 98.... Non so quanto pagherei per avere indietro il tempo perso a sistemare i danni del sistema operativo Microsoft!

Vi aspetto per la seconda puntata.

lunedì 17 ottobre 2011

10° Rombo di Tuono



Ore 10 di sabato 15 ottobre. Cielo limpido e sgombro di nuvole. Freschino andante, diciamo che più o meno saremo intorno ai 10 gradi.
Apro il garage, tiro fuori la nipotina e l'avvio. Il suo borbottio mi fa già stare meglio; non ero poi tanto convinto di andare in moto con quella temperatura. Sono appassionato di moto e di tutto quello che gira intorno alle due ruote, ma prendere freddo non è la mia vocazione principale.
Ad onor del vero, non sono nemmeno attrezzato per il freddo, quindi mi vesto con quello che ho: giubbotto di pelle, guanti, sottocasco, maschera davanti alla faccia (ebbene si, ho pure il casco aperto) e via, si parte.
Ma porc!..... La sella, quasi mi dimenticavo!! Torno indietro e la metto nello zaino e riparto.... sta volta è quella giusta.... porkapalettaimpestataladra!! La birra per moonblack!! Ce la posso fare, dicono che alla terza canta il gallo e lo zakko parte in moto. Forse è vero.
Neanche un chilometro e già batto i denti dal freddo... 

Primo appuntamento con i centauri è al casello di Castelvetro, un comune molto vicino a Cremona. Arrivo per primo e mi metto al sole come una lucertola ma, ahimè, rimango presto deluso. Il sole c'è, ma no scalda un fico secco! Nemmeno dieci minuti e arriva Brit (nick usato un un forum, il suo vero nome non lo saprete mai, c'è la privacy!) con la sua splendida moto, una fiammante Softail Blackline.
Altri dieci minuti e arrivano i genovesi e i torinesi. Due saluti, due battute, due chiacchiere... "Ciao io sono zakkos, te chi sei?", "Ciao, io sono ema69", "Ciao, io sono Fiammetta... lo so siete delusi, vi aspettavate una ragazza e invece uso il nome del mio cane nel forum"... eccetera eccetera....
Dopo le presentazioni ci rimettiamo in moto alla volta di Ghedi dove ci dobbiamo trovare con un altro gruppo di malati di mente come noi. Altre presentazioni, altri convenevoli e altre battute.
Partiamo tutti in direzione di Montichiari e, fatemelo dire, avevo le farfalle nello stomaco. Non ho contato il numero esatto, ma siamo davvero tanti. Non siamo un gruppo, non siamo un club ma semplici appassionati che si tengono in contatto tramite un forum e siamo tanti!
Una quindicina di chilometri scarsi e alla nostra destra appaiono i padiglioni della fiera Rombo di Tuono. Come entriamo nel parcheggio noto subito gente che ci fotografa... wow... diventeremo famosi!

La fiera è quello che è, si sa; moto, moto, ragazze, moto, ragazze, musica, moto.... Due anni fa partecipai pure al Contest per customizzatori privati, ma riuscii solo ad arrivare alla fiera (ed è già tanto, visto il mio budget). Ma, alla fine, quello che conta è che siamo tutti insieme a far baldoria e a bere birra senza i problemi della vita quotidiana. Nessuna lettera di Equitalia o della banca che vuole riscuotere il mutuo. In quel momento ci siamo solo noi!
La bellezza di tutto questo è che adesso posso anche associare un volto ad un nick. Prima di oggi avevo in mente il binomio nick-avatar, adesso, finalmente, ho stampato in testa il binomio nick-volto.... e finalmente posso smettere di fare il lumacone con Fiammetta :-)

In serata il gruppo aumenta ma, allo stesso tempo alcuni ci lasciano. La temperatura scende drasticamente ma la giornata non è finita. Ci aspetta la pizzeria.

Io ho già perso la voce. Vuoi per colpa del freddo, vuoi perché in fiera c'era da urlare per la musica alta, fatto sta che non sono di grandi parole. Ascolto, annuisco e rido alle battute. Mi dispiace di questo ma proprio non ce la faccio, la voce non esce. Forse riesco a farmi sentire dal prete in chiesa, ma li in pizzeria proprio no.

Gli OBI (una coppia giovane composta da Obo e Oba) hanno fatto la sorpresa di raggiungerci. Erano in forse tendente al no, ma alla fine il gruppo ha prevaricato sugli altri impegni e si sono aggregati. Ho avuto la fortuna di conoscere anche loro!

Uno dei momenti topici della serata è stato quando ho tirato fuori dallo zaino la sella... Voi non conoscete tutta la storia di questa famigerata sella, e non sto nemmeno a raccontarvela, quindi vi basti solo pensare solo che è brutta, ma talmente brutta che potrebbe far paura ad un branco d'orsi. Supportato dalla spumeggiante e inarrestabile iron66, mi son fatto forza e l'ho consegnata a Obo. Ovviamente sono scenette fatte apposta per ridere. Siamo tra amici e ci creiamo le situazioni per scherzare e stare bene, quindi non mi sono affatto sentito deriso o offeso, anzi... sono il primo a riconoscere l'obbrobrio e lo sconcerto che tale sella suscita alla sua vista.... la volete vedere?
Ok... ecco il link: Clicca qui 
Adesso, dopo aver disassemblato tutto, rivestito con vero cuoio e cambiate le molle, è così: Clicca qui

Concludendo, posso solo dire che è stata una magnifica giornata. Un freddo da farsela sotto, soprattutto al rientro la sera verso le 23, a 100km/h circa in autostrada... ma ne è valsa veramente la pena.

G R A Z I E  I R O N E E R

Qualche foto:


martedì 16 agosto 2011

Test su strada


Eccoci qui, dopo circa una settimana oggi ho fatto il primo vero giro con la mia Iron. Il percorso è stato questo ovvero, tra andata e ritorno, circa 150km di cui, almeno 90 tutte curve. E che curve!
Era molto tempo che non tornavo nella statale 62 "della Cisa", dai tempi della gloriosa R6 e non è cambiato proprio niente; soliti smanettoni e soliti bolidi tutti cavalli che ti sorpassano da ogni dove.
Il giro comincia da Lugagnano val d'Arda, paesotto collinare del piacentino. Li trovo ad aspettarmi due amici; t-rex e mauro rispettivamente 883R e Monster 796 rosso fiammante. Partiamo alla volta di Vernasca e subito mi rendo conto che non posso competere con i due. Nemmeno contro la sorella 883R... il t-rex pedala come un treno! La grossa limitazione della mia Iron è il motore che, sullo stretto, non ha lo spunto necessario per fare le curve con poche cambiata di marcia, nel senso che sono sempre a cambiare... 2°, 3°, 2°, 3°, 4°, 3°..... se ci fosse stato più motore, magari, dico magari perchè non lo posso sapere finché non la provo, avrei potuto lasciare sempre la 3°.. o magari fare 3°-4°-3°-4°... si, si chiama "coppia"... quando u motore "ha coppia" da vendere, basta dar gas per uscire dalla curva. Io devo scalare prima di entrare e aumentare all'uscita. E perché t-rex mi da "pappa e cena" ? Perché lui è più allenato prima di tutto, poi la R è un po' più alta e non ha le pedaline con una specie di "prolunga".
Infatti, altra grossa limitazione è l'altezza da terra. Sono troppo basso e alla prima curva "spinta" faccio scintille dalle pedaline... sgggggraaaaaat!! Oggi al primo "sgrat" mi son quasi cagato sotto: non me l'aspettavo mica!
Questo inconveniente si traduce in bassa velocità in curva.
Le sospensioni sono orribili. Nella frenata brusca le forcelle anteriori arrivano subito a fondo corsa. Nelle buche o nei dossi, il posteriore arriva subito a fondo corsa. Il coccige ringrazia.
La guida, o meglio, l'impostazione di guida risulta confortevole. Curve e controcurve e nessun affaticamento a braccia/gambe. O sono fatto su misura per l'Iron oppure la "nonnetta" mi ha talmente scassato le ossa che ogni altra moto è un paradiso.
Oggi sono giunto ad una conclusione certa. Avevo il sospetto, ma da oggi ho pure avuto la conferma; questa Harley non è fatta per lo stretto montano. Si gode appieno nelle curve veloci della bassa collina.... infatti il mio sogno sarebbe farmi un bel giro di qualche giorno per le statali toscane. Si, sarebbe proprio un bel giro... Arezzo-Siena-Grosseto ... ecc ecc


domenica 24 luglio 2011

Un canali Youtube

Ieri sera ho fatto conoscenza con un canale di Youtube:
Sono bravi e divertenti, vi consiglio di farci un giro. Quattro risate non fanno mai male.


Se poi vi piacciono le canzoni italiane (Venditti, Baglioni, Rossi e company) vi consiglio questo:


Un paio dei loro video:





mercoledì 20 luglio 2011

Ninja che scrive...


Fateci un giretto sul sito linkato qui sotto. Produce gif animate molto simpatiche.

lunedì 10 novembre 2008

Asteroids




Vi ricordate il video gioco Asteroids? Sapevate che c'era un record imbattuto da 25 anni? Nemmeno io lo sapevo e l'ho appreso da questa news del sito MacWorld:

13/11/2008
Il record di Asteroids compie 25 anni
Il più longevo per un videogioco, a differenza di chi lo stabilì
Il record più longevo del mondo in punteggio a un videogioco ha compiuto venticinque anni.
Esattamente il 13 novembre 1982, infatti, iniziava la partita ad Asteroids del quindicenne Scott Safran di Cherry Hill, nel New Jersey.
In occasione di un evento benefico, Safran - che si esercitava da due anni nei gioco - accettò di partecipare a una maratona pubblica di Asteroids, gioco creato da Atari in cui il giocatore pilota una astronave che deve destreggiarsi tra asteroidi sempre più numerosi e veloci. La mamma lo accompagnò in macchina e gli prestò il quarto di dollaro da inserire nella macchina.
Fatti salvi brevissimi intervalli per la toilette e per il cibo, la partita di Safran durò tre giorni, fino al punteggio record di 41.336.440 punti, poco sopra il record precedente detenuto dall’attore Leo Daniels.
Realizzare un punteggio record a qualsiasi videogame richiede una prestazione fuori dal comune, ma questa è l’unica che sia rimasta imbattuta per venticinque anni di seguito.
Negli anni recenti si è verificato solo un tentativo di battere il record, a opera di Bill Carlton, giocatore dell’Oregon che si cimentò in una maratona analoga nel 2004, dovendosi fermare però per un guasto della macchina dopo 27 ore di gioco e oltre 15 milioni di punti, che lo pongono al quindicesimo posto nella classifica di sempre.
Se il record verrà mai battuto, Scott Safran non lo saprà. Il primatista di Asteroids è infatti scomparso a ventun anni, nel 1989, per le ferite riportate cadendo dal tetto del proprio appartamento di Los Angeles.

martedì 1 agosto 2006

Mai giocare con il fuoco ;-)




...e rivincita fu!!

Il più piccolo pesa circa 3/4 Kg, mentre l'altro poco + del doppio ;-)

C'è da dire però che, a causa di un temporale nella zona, lo sfidante non ha potuto sfoggiare la canna in carbonio (la mia era in fibra di vetro, quindi immune ai fulmini).... c'era il rischio che venisse folgorato. Direi però che l'ho folgorato io ... ehehe

Alla prox

lunedì 24 luglio 2006

Una giornata di pesca

Ore 4,45. ...titi... titi... titi.. titi ti... tititi... Azz.. Già ora... ok, un stiracchiata e fuori le zampe dal letto... capoccia sotto l'acqua, stramega caffè resuscitamorti... pronti e via!
Ore 5,20. Nel piazzale c'è già la macchina del collega... ma che caz... non arrivo mai prima. Mi sa che la sera dorme nel piazzale, arriva sempre prima lui!
Ore 6,00. Siamo in boccia... il lago è calmo e gli uccelli cinguettano. I cigni sono già fuori al girello mattutino e i pesci non saltano; speriamo sia di buon auspicio.
Ore 8,00. Ancora non abbiamo preso una beata fava :-(( ...in compenso spunta da dietro le frasche il Sig. nonmiricordocomesichiama che comincia a scassare con le sue solite frasi drammatiche/ideolologiche...
Tra tutte quelle lamentele politiche e della cattiva gestione del lago da parte del Comune, spunta una notizia che a me e al socio fa drizzare le orecchie; nel vicino Po, dove sfocia un rigagnolo chiamato "Fontana", i siluri sono a caccia di leccornie!!!
Ore 8,01. Siamo già sotto il rigagnolo (che poi tanto rigagnolo non è...) con le canne "pesanti" caricate con 50gr e ciuffo di lombrichi. Se non ci fosse l'amo gli avrei dato un morso pure io :-)
Ore 9,00. AAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaaarrrrrrrrrrghhhh!!! M'ha sverniciato!! L'ha preso lui! Farò come il petroliere sfigato di Paperino, quello che si mangia il cappello nero perchè perde sempre le sfide con Paperon de Paperoni (se ricordavo il nome facevo prima a spegarvelo, o no?).
Ore 11,00. Tutti a casa. Io con la batosta sul groppone e lui con la foto ricordo. E bravo Sampei... sappi che non è finita qui ;-) e sappiate anche (voi, non lui) che potrei mostrare le mie di foto... ma lo farò alla rivincita.